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Inaugurata in Canton Ticino la più grande logistica del lusso

Qualità italiana, precisione svizzera: è questo il mix che sta alla base del nuovo centro di Sant’ Antonino, in Canton Ticino (Svizzera) che smista il made in italy (e oltre) in tutto il mondo. 
Luxury Goods International ha infatti inaugurato il 18 giugno 2014, ufficialmente la nuova sede di Sant’Antonino. LGI gestisce la piattaforma distributiva e logistica di una serie di marchi dell’alta moda (Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, McQ, Stella McCartney, Brioni e Tomas Maier) sotto l’egida di un nome che non è un marchio, ma è la vera potenza: la multinazionale francese Kering, che raduna decine di nomi prestigiosi, ed è guidata da quel Francois-Henri Pinault che i giornali di gossip conoscono come il marito di Salma Hayek, ma gli ambienti finanziari conoscono come colui che ha quasi monopolizzato il settore. Un lusso che viene ancora prodotto nelle case madri proprietarie dei vari marchi, come Yves Saint Laurent o Gucci, ma che viene mandato in tutti i negozi del mondo partendo dal Canton Ticino.

La struttura, con 20.000 m2 di superficie e 300.000 m3 di cubatura complessiva, non è solo uno dei fabbricati più grandi del Canton Ticino, ma anche uno dei poli logistici più grandi d’Europa: fino a 19 milioni di pezzi spediti all’anno, 2.300 colli preparati all’ora e spazio per 2 milioni di pezzi a stock

Il nuovo centro logistico di Sant’Antonino ha una vera e propria collezione di certificazioni: ottenute in ambito di Qualità (ISO9001), Ambiente (ISO14001), Sicurezza (OHSAS18001), Responsabilità Sociale (SA8000) oltre alla recente e molto rara certificazione LEED – l’ente di certificazione indipendente più rinomato a livello mondiale – come edificio conforme all’ambiente secondo i parametri stabiliti dalla U.S. Green Building Council. Sant’Antonino è il primo centro logistico nel settore del lusso ad aver ottenuto il livello Platino, il più elevato di questa certificazione.

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Cambio Valuta Franco-Euro

Cambio che rasenta lo strozzinaggio in una nota banca lombarda a Como
Cosa bisogna sapere su Cambio Valuta Franco-Euro

LUGANO/COMO – Recarsi in una banca o in un ufficio cambio per acquistare o vendere valuta, soprattutto in un cantone di confine come il Ticino, è un fatto naturale, quasi fisiologico; per fare la spesa oppure qualche acquisto oltre confine, per andare in vacanze all’estero (ora che la stagione estiva lo incoraggia) oppure per ragioni di lavoro, o semplicemente ancora per avere qualche euro di riserva in tasca che si potrà poi spendere a piacimento in un secondo momento, quando l’occasione sarà propizia. C’è però cambio e cambio. E questo, tutti coloro che mettono i propri soldi nelle mani di un impiegato ad uno sportello, indipendentemente dal valore della valuta considerata, dovrebbero saperlo. Il racconto che segue dovrebbe mettervi sull’attenti qualora vi sfuggissero alcune regole elementari.

Cambiare soldi – e questo è il punto – non dovrebbe mai essere un automatismo. Quando disponiamo di denaro contante e intendiamo convertire i nostri franchi, dobbiamo, cioè, fare sempre molta attenzione. Siamo tenuti, anzitutto, a sapere se compiere l’operazione in Svizzera, oppure in Italia (o altrove ancora), e poi, in particolare, da chi cambiare e di quanto è, grosso modo, il tasso di cambio del momento della valuta di riferimento sul franco svizzero. Le differenze ci sono eccome! Occorre informarsi, non lasciare nulla al caso. Le sorprese possono far male. Con l’inevitabile gusto amaro che ne può derivare se ci si “fida” ciecamente. È capitato negli scorsi giorni a Como a una distinta signora domiciliata in Svizzera che ha avuto l’iniziativa di recarsi in una nota banca lombarda con l’obiettivo di cambiare 1.000 franchi, anziché farlo per tempo a casa propria, con maggiore trasparenza e sicuramente con un tasso di cambio più vantaggioso.

Ecco cos’è accaduto alla cassa: la somma di denaro di cui la signora chiedeva il cambio era, anzitutto, in contanti. Riguardava la banconota, che nelle banche italiane, viene distinta dall’assegno. La quotazione valutaria è leggermente differente, esiste, anche se non è certo macroscopica. Fa stato il cambio ufficiale, che è lo stesso in tutte le banche. Ebbene in un giorno nel quale il tasso di cambio euro-franco era di 1.22, la banca in questione ha trattenuto il 10% circa, pari a 71 euro: la banca ha cambiato cioè 1.000 franchi a 1,3309000. Un tasso di cambio, cioè, che definire da strozzini non è fare un torto a nessuno, tranne, ovviamente, al cliente, che se n’è dovuto far carico in modo a dir poco discutibile. Per la banconota viola, la signora ha ottenuto un controvalore di 751,37 euro, da cui, ciliegina sulla torta, l’istituto ha trattenuto altri 3 euro di spese, per un totale corrisposto, di 748,37 euro. Insomma, un vero salasso allo sportello.

Abbiamo indagato se non vi sia stato un errore. Ci siamo rivolti alla stessa filiale comasca della banca in questione e abbiamo chiesto spiegazioni. E ci mancherebbe altro! “Anzitutto distinguiamo – è stata la risposta di un impiegato allo sportello – se la persona che cambia i soldi da noi è cliente della nostra banca oppure no. Se lo è, pratichiamo un tasso di cambio che si può avvicinare di molto a quello ufficiale. Se se non lo è il discorso cambia, anche se il cliente ne viene comunque informato, dato che affissi alla parete ci sono i tassi del giorno: cosicché ognuno può valutare se cambiare i propri soldi oppure no. La trattenuta può variare. Quest’oggi, per esempio, applichiamo una commissione dell’8-9%”.

Che cambio offrono le altre banche oltre confine? Il cambio in questione è da ritenere l’eccezione o la regola? Lo abbiamo chiesto ad altri due istituti per accertare se il cambio di valuta franco-euro oltre confine, sia sempre così svantaggioso. Il portavoce di una grande banca nazionale ha reagito con stupore: “Ci deve essere stato un errore. Non può essere. Questo è un cambio improponbile in questo momento, per quanto ci riguarda. Ci sfugge come possa essere stato offerto al cliente cui ci si riferisce”. In un’altra banca ci è stato detto che “ogni istituto ha il suo tasso di cambio, questo ci pare decisamente esagerato”.

“Solitamente – ci ha riferito l’impiegata – si lavora con variazioni di 2-3 punti, mentre la commissione bancaria c’è su tutte le transazioni effettuate (nelle operazioni di internet banking questo viene dimezzato, ndr.) in base alla legge”.

Fonte CDT del 17/06/2014

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Vendite in aumento in Svizzera

L’Ufficio federale di statistica ha registrato in aprile un incremento dello 0,4% del commercio al dettaglio.

Il commercio al dettaglio in Svizzera è aumentato dello 0,4% in aprile in termini reali, rispetto allo stesso mese di un anno prima. In termini nominali il dato, corretto dell’inflazione, ha segnato per contro un calo dello 0,6%.

L’analisi è stata resa nota martedì dall’Ufficio federale di statistica, stando al quale, sempre in termini reali e al netto delle variazioni stagionali, le cifre d’affari hanno presentato una diminuzione dello 0,9% rispetto a marzo 2014. In termini nominali la flessione è stata dell’1,3%.

Nel periodo in rassegna, inoltre, il settore dei prodotti alimentari e tabacco è cresciuto dell’1,2%, mentre il comparto non alimentare ha registrato un incremento dello 0,4%.

Questi dati che, nonostante il periodo di crisi, continuano a essere incoraggianti sono un segnale importante per le aziende che decidono di guardare verso l’estero e che vogliono esportare in Svizzera.

MD Suisse mette a disposizione personale qualificato per accompagnare l’imprenditore nel percorso di sviluppo economico in territorio svizzero.

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Vendite in aumento in Svizzera

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Sistema politico in Svizzera

Funzionamento Sistema politico in Svizzera

Struttura federalista
La Svizzera è una nazione basata sulla volontà, costituita da diversi gruppi etnici con diverse lingue e religioni. La fondazione del moderno Stato svizzero risale al 1848. Prima di allora il Paese era costituito da un’unione meno salda tra cantoni indipendenti.

L’abbreviazione  CH  per la Svizzera, diffusa ad esempio nelle
pagine Internet, è da ricondurre alla designazione latina ufficiale
«Confederatio Helvetica».
La struttura statale è federalista e si suddivide in tre livelli politici: i
comuni, i cantoni e la Confederazione.

La Confederazione è competente in tutti gli ambiti previsti dalla Costituzione – ad esempio nella politica degli affari esteri e in materia di sicurezza, per le questioni doganali e finanziarie, per la legislazione vigente in tutto il Paese e per la difesa. I 26 cantoni hanno, nel confronto internazionale, un grado massimo di sovranità. La sanità, l’istruzione e la cultura sono tra gli ambiti politici in cui dispongono di grande margine d’azione.

I cantoni, piccole unità amministrative flessibili, sono in concorrenza fra loro in diversi ambiti.
Il sistema federalista si distingue inoltre per la grande vicinanza ai cittadini e al settore economico.

Molti compiti pubblici vengono così svolti da cantoni e comuni che dispongono di grande autonomia e possono quindi attuare soluzioni adatte alle esigenze locali.

Suddivisione dei poteri a livello federale
In conformità alla Costituzione federale, il popolo svizzero è
sovrano, ovvero è la massima istanza politica ed elegge il Parlamento.
Ogni cittadino ha inoltre la possibilità di partecipare all’elaborazione della Costituzione e della legislazione grazie al referendum e all’iniziativa popolare.
Sul piano federale, il Parlamento detiene il potere legislativo.

Esso è costituito da due Camere: il Consiglio nazionale, che riunisce
200 deputati eletti a suffragio universale diretto, e il Consiglio degli
Stati, dove siedono i rappresentanti dei 26 cantoni, in numero
di 46. Il Consiglio nazionale viene eletto direttamente dal popolo
ogni quattro anni; ciascun cantone forma una circoscrizione.

Il numero dei deputati dipende dalla popolazione del cantone, ma
ogni cantone ha diritto ad almeno un rappresentante.
Il governo centrale, chiamato «Consiglio federale», è un’autorità
collegiale. I suoi membri, sette in tutto, sono eletti dalle due
Camere del Parlamento. Ciascuno di essi è a capo di un ministero
(«dipartimento»). Ogni anno, in base a una determinata turnazione
tra i membri, cambia la presidenza del governo (Presidente della
Confederazione).
La massima giurisprudenza in Svizzera è garantita dal Tribunale
federale di Losanna, dal Tribunale federale delle assicurazioni di
Lucerna, dal Tribunale penale federale di Bellinzona e dal Tribunale
amministrativo federale a Berna (dal 2012 a San Gallo).

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Aprire una società in Svizzera

Perché scegliere il Canton Ticino per aprire una società in Svizzera?

Tassazione tra le più competitive a livello europeo

Aprire una società in Svizzera è veramente semplice e veloce.

Il Ticino offre una fiscalità moderata sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche in particolare per le persone giuridiche l’imposta sull’utile si aggira attorno al 20%.

La tassazione rispecchia l’assetto federale dello stato stesso. Le imposte vengono riscosse in corrispondenza di ciascun livello amministrativo: quello federale, quello cantonale e quello municipale.

L’indipendenza che deriva da questo modello rende quindi la pressione fiscale non solo diversa tra i Cantoni, ma anche tra comune e comune.
Il sistema legislativo presenta un’estrema trasparenza e semplicità, grazie anche al numero limitato di leggi che regolamentano la materia.
Di conseguenza, gli adempimenti amministrativi che ne derivano sono limitati e non richiedono un particolare impegno di tempo.

Dialogo con l’Autorità fiscale cui si affianca la flessibilità e l’efficienza del sistema fiscale svizzero.

La notevole flessibilità del “Sistema Ticino” consente al nuovo contribuente di entrare in contatto con l’Autorità fiscale e valutare la propria posizione contributiva determinando una soluzione ad hoc in accordo tra le parti.

Ciò significa che i nuovi arrivati potranno beneficiare di un regime fiscale molto competitivo rispetto a molte altre realtà europee ed internazionali oltre che della flessibilità ed efficienza che il sistema fiscale elvetico garantisce

Tradizione nel private banking e cultura del cliente

Con una lunga tradizione nel private banking alle spalle, il Ticino si è distinto da sempre per l’attenzione nei confronti dei propri clienti. L’importanza della relazione è affiancata dalla disponibilità di professionisti in ambito legale, fiscale ed economico, da sempre abituati ad offrire servizi personalizzati e di alto livello.

Contesto internazionale a misura d’uomo 

Nel corso degli anni il Ticino ha assunto una dimensione internazionale tanto da ospitare al suo interno una comunità estremamente variegata sia in termini di culture che di lingue.

Buona parte dei ticinesi infatti parla oltre all’italiano anche il tedesco, il francese e l’inglese.
Al centro dell’Europa e in connessione con il resto del mondo il Ticino gode di una posizione geografica strategica situata nel cuore dell’Europa. Oltre alla disponibilità di mezzi pubblici che permette di spostarsi agevolmente all’interno del Cantone e in tutta la Svizzera, il Ticino si è dotato di un aeroporto da cui si possono raggiungere facilmente le principali capitali europee e può contare sulla vicinanza di Milano Malpensa per le destinazioni internazionali.

Sistema scolastico di livello internazionale

Il sistema scolastico svizzero è uno dei migliori al mondo grazie a un ricco tessuto di scuole pubbliche e private.In Canton Ticino sono presenti scuole internazionali ed università in lingua inglese che garantiscono percorsi accademici differenti. Inoltre, la vicinanza a centri accademici svizzeri e alla Lombardia consente di valutare l’offerta di alcune tra le più prestigiose università svizzere e italiane.

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Vivere in Svizzera

Vivere in Svizzera

Da diversi anni la Svizzera, tra cui il Ticino, occupa le posizioni più alte della classifica internazionale legate alla qualità della vita.
Il Canton Ticino rispecchia a pieno l’attenzione all’eccellenza e all’efficienza dei servizi offerti a persone e famiglie che possono qui trovare il proprio stile di vita.

Ad esempio, un recente studio indica la Svizzera quale miglior posto per nascere ( fonte ” Economist Intelligence Unit” ).
Il territorio è servito da una rete di trasporti pubblici affidabile e puntuale.
La rete copre capillarmente il territorio nazionale e quello cantonale, mentre l’integrazione e l’intensa circolazione dei mezzi permettono di raggiungere facilmente ogni destinazione viaggiando comodamente lontano dallo stress del traffico.
Si può usufruire di un sistema sanitario tra i migliori al mondo.

Un modello assicurativo privato copre i costi per la sanità, che è riconosciuta per la sua eccellenza ed offre anche grande discrezione e attenzione alla privacy dei propri pazienti.
Grazie a tecniche d’avanguardia e ricerca continua, l’alto standard delle cure offerte in Ticino è garantito sia da attivi poli di ricerca, come l’Istituto di Ricerca Biomedica di Bellinzona, sia da centri di eccellenza, quali il Cardiocentro, specializzato in cardiologia, e l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana.

Svizzera A piedi sullo Aletsch

La realtà ticinese offre la sicurezza fondamentale per vivere serenamente.
Il nostro Cantone offre un contesto sociale tranquillo e stabile mentre un basso tasso di criminalità lo rendono un ambiente accogliente e sicuro.

Anche la scuola svizzera è garanzia di qualità.

Da sempre rinomata, l’educazione svizzera si articola sia a livello pubblico che privato, offrendo in entrambi i canali ottime soluzioni educative che danno ampio spazio allo sviluppo delle inclinazioni personali degli studenti.

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Anche l’offerta della formazione universitaria è ricca, grazie ai poli
dell’Università della Svizzera Italiana e della Scuola Universitaria
Professionale, a cui si affiancano il Franklin College, per un percorso di studio superiore internazionale, e i numerosi atenei lombardi, facilmente raggiungibili.

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