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Cambio Valuta Franco-Euro

Cambio che rasenta lo strozzinaggio in una nota banca lombarda a Como
Cosa bisogna sapere su Cambio Valuta Franco-Euro

LUGANO/COMO – Recarsi in una banca o in un ufficio cambio per acquistare o vendere valuta, soprattutto in un cantone di confine come il Ticino, è un fatto naturale, quasi fisiologico; per fare la spesa oppure qualche acquisto oltre confine, per andare in vacanze all’estero (ora che la stagione estiva lo incoraggia) oppure per ragioni di lavoro, o semplicemente ancora per avere qualche euro di riserva in tasca che si potrà poi spendere a piacimento in un secondo momento, quando l’occasione sarà propizia. C’è però cambio e cambio. E questo, tutti coloro che mettono i propri soldi nelle mani di un impiegato ad uno sportello, indipendentemente dal valore della valuta considerata, dovrebbero saperlo. Il racconto che segue dovrebbe mettervi sull’attenti qualora vi sfuggissero alcune regole elementari.

Cambiare soldi – e questo è il punto – non dovrebbe mai essere un automatismo. Quando disponiamo di denaro contante e intendiamo convertire i nostri franchi, dobbiamo, cioè, fare sempre molta attenzione. Siamo tenuti, anzitutto, a sapere se compiere l’operazione in Svizzera, oppure in Italia (o altrove ancora), e poi, in particolare, da chi cambiare e di quanto è, grosso modo, il tasso di cambio del momento della valuta di riferimento sul franco svizzero. Le differenze ci sono eccome! Occorre informarsi, non lasciare nulla al caso. Le sorprese possono far male. Con l’inevitabile gusto amaro che ne può derivare se ci si “fida” ciecamente. È capitato negli scorsi giorni a Como a una distinta signora domiciliata in Svizzera che ha avuto l’iniziativa di recarsi in una nota banca lombarda con l’obiettivo di cambiare 1.000 franchi, anziché farlo per tempo a casa propria, con maggiore trasparenza e sicuramente con un tasso di cambio più vantaggioso.

Ecco cos’è accaduto alla cassa: la somma di denaro di cui la signora chiedeva il cambio era, anzitutto, in contanti. Riguardava la banconota, che nelle banche italiane, viene distinta dall’assegno. La quotazione valutaria è leggermente differente, esiste, anche se non è certo macroscopica. Fa stato il cambio ufficiale, che è lo stesso in tutte le banche. Ebbene in un giorno nel quale il tasso di cambio euro-franco era di 1.22, la banca in questione ha trattenuto il 10% circa, pari a 71 euro: la banca ha cambiato cioè 1.000 franchi a 1,3309000. Un tasso di cambio, cioè, che definire da strozzini non è fare un torto a nessuno, tranne, ovviamente, al cliente, che se n’è dovuto far carico in modo a dir poco discutibile. Per la banconota viola, la signora ha ottenuto un controvalore di 751,37 euro, da cui, ciliegina sulla torta, l’istituto ha trattenuto altri 3 euro di spese, per un totale corrisposto, di 748,37 euro. Insomma, un vero salasso allo sportello.

Abbiamo indagato se non vi sia stato un errore. Ci siamo rivolti alla stessa filiale comasca della banca in questione e abbiamo chiesto spiegazioni. E ci mancherebbe altro! “Anzitutto distinguiamo – è stata la risposta di un impiegato allo sportello – se la persona che cambia i soldi da noi è cliente della nostra banca oppure no. Se lo è, pratichiamo un tasso di cambio che si può avvicinare di molto a quello ufficiale. Se se non lo è il discorso cambia, anche se il cliente ne viene comunque informato, dato che affissi alla parete ci sono i tassi del giorno: cosicché ognuno può valutare se cambiare i propri soldi oppure no. La trattenuta può variare. Quest’oggi, per esempio, applichiamo una commissione dell’8-9%”.

Che cambio offrono le altre banche oltre confine? Il cambio in questione è da ritenere l’eccezione o la regola? Lo abbiamo chiesto ad altri due istituti per accertare se il cambio di valuta franco-euro oltre confine, sia sempre così svantaggioso. Il portavoce di una grande banca nazionale ha reagito con stupore: “Ci deve essere stato un errore. Non può essere. Questo è un cambio improponbile in questo momento, per quanto ci riguarda. Ci sfugge come possa essere stato offerto al cliente cui ci si riferisce”. In un’altra banca ci è stato detto che “ogni istituto ha il suo tasso di cambio, questo ci pare decisamente esagerato”.

“Solitamente – ci ha riferito l’impiegata – si lavora con variazioni di 2-3 punti, mentre la commissione bancaria c’è su tutte le transazioni effettuate (nelle operazioni di internet banking questo viene dimezzato, ndr.) in base alla legge”.

Fonte CDT del 17/06/2014

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