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Economia Ticino settori di punta

L’Economia in Ticino e i settori di punta : andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, settembre 2014

L’economia svizzera si basa su una produzione di qualità ed una manodopera altamente qualificata. Le aree economiche più importanti comprendono la microtecnologia, l’hi-tech, la biotecnologia, la farmaceutica, le banche e le assicurazioni. Il settore dei servizi conta il maggior numero di occupati.

La gran parte dei lavoratori svizzeri opera in piccole e medie aziende che rivestono un ruolo fondamentale nell’economia svizzera.

In Svizzera ci si preoccupa molto di limitare per quanto possibile l’impatto delle attività economiche sull’ambiente. Le politiche svizzere in campo energetico e dei trasporti sono mirate verso la salvaguardia dell’ambiente.

L’analisi statistica che trovate in allegato darà la possibilità alle persone che vogliono investire in Svizzera di farsi un’idea sul mercato e sui settori che meglio risponderanno alla crisi.

Non si interrompe il lento miglioramento dell’economia ticinese, ma inizia a impensierire il tenore di crescita che si rivela sempre meno energico. A frenare l’andamento congiunturale del cantone è,
ancora una volta, il rallentamento economico estero, in particolare di Germania e Italia.

In Svizzera gli indicatori globali continuano ad essere positivi, sebbene la domanda interna inizi ad affievolirsi e la domanda esterna non sia ancora sufficientemente forte per dare uno slancio più deciso alla crescita.

In Ticino sono i comparti dell’edilizia e del bancario ad offrire i maggiori segnali positivi, nonostante
anche loro lamentino alcune difficoltà settoriali. Sul fronte interno, i consumi privati appaiono ancora sottotono, situazione che si riflette nelle difficoltà del commercio al dettaglio; mentre sul fronte
esterno, l’industria avverte una crescita di produzione e di ordinativi, anche se questi sono giudicati tuttora lontani dal livello ottimale. Ancora meno positivo il quadro del comparto turistico; in questo caso la stagione è stata pregiudicata anche da fattori meteorologici.
In chiaroscuro i dati del mercato del lavoro, dove aumentano gli impieghi e le persone occupate, ma crescono pure le persone disoccupate (a fronte di una diminuzione degli iscritti agli URC, persiste l’incremento dei non iscritti).

Di seguito troverete un link che conduce al documento statistico che raccoglie i dati dei seguenti settori:

- Consumi
– Importazioni ed esportazioni di merci
– Industria manifatturiera
– Costruzioni
– Turismo
– Banche
– Prodotto interno lordo
– Impiego e occupazione
– Disoccupazione, lavoro ridotto
e posti liberi

Previsioni a breve per l’economia ticinese
– Rami economici
– Prodotto interno lordo
– Impiego
Informazioni (FAQ)

 

Analisi statistica

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Delocalizzare in Ticino: cosa ci si guadagna

Delocalizzare azienda in Ticino

Burocrazia, forte pressione fiscale, economia in crisi: sono i motivi che spingono sempre più imprenditori lombardi a lasciare l’Italia per insediare le loro aziende in Ticino, destinazione ideale per prossimità geografica e culturale. Non a caso, la Regione Lombardia ha inviato a Roma una proposta di legge per l’istituzione di zone economiche speciali. Le ha volute il governatore Roberto Maroni proprio in virtù del confine con la Confederazione, per promuovere l’economia lombarda “e contrastare la delocalizzazione”.

Due imprenditori che hanno aperto filiali nel cantone  e uno che resiste al di là del confine hanno raccontato le loro esperienze a tvsvizzera.it. “Se mi trasferissi in Svizzera, il mio lavoro sarebbe più semplice e apprezzato“, dice il terzo.

 

Guarda le video interviste

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(c) Régis Colombo/www.diapo.ch

La Svizzera è la piu’ competitiva al Mondo

La Svizzera è il paese con l’economia più competitiva al mondo, stando all’annuale classifica stilata dal Forum economico mondiale (WEF), che vede la Confederazione occupare per la sesta volta consecutiva il gradino più alto, anche se – affermano gli esperti dell’organizzazione – deve guardarsi dalle “iniziative populiste”. Al secondo posto figura Singapore (invariata rispetto al 2013), mentre terzi sono gli Usa, che scavalcano sia la Finlandia, ora quarta, che la Germania, scivolata in quinta posizione.

Come negli anni precedenti, l’economia elvetica spicca per la trasparenza delle sue istituzioni, per la capacità di innovazione e ricerca nonché per l’eccellente cooperazione fra il settore pubblico e quello privato, spiega l’organizzazione con sede a Cologny (GE). Punti di forza sono anche l’efficacia del mercato del lavoro, il sistema educativo e l’infrastruttura.

Il WEF mette però in guardia sulle difficoltà riscontrate dalle imprese e dagli istituti di ricerca nel trovare personale qualificato: un fattore che per il Forum economico rappresenta una minaccia per la sua futura competitività. Dal 2012 la Svizzera è scesa da 14esimo al 24esimo posto nell’indicatore che misura la disponibilità di ingegneri e altre professioni scientifiche. I dirigenti d’azienda hanno risposto all’inchiesta del WEF segnalando come la penuria di personale qualificato sia il fattore più difficile per fare affari in Svizzera.

“L’accettazione dell’iniziatica sull’immigrazione di massa il 9 febbraio non ha ancora avuto conseguenze sull’economia svizzera: non sappiamo ancora come sarà applicata”, ha precisato all’ats Thierry Geiger, economista presso il WEF. “Comunque la moltiplicazione delle iniziative populiste può mettere in pericolo la capacità della Svizzera di innovare e di attirare talenti. Se si limita l’accesso al mercato del lavoro potrebbe prodursi una mancanza di competenze. Qui c’è una una sfida importante da raccogliere”, ha aggiunto Geiger.

Tornando alla classifica e guardando oltre i confini nazionali va rilevato come al sesto posto si inserisca il Giappone. La top ten è completata da Hong Kong, Olanda, Gran Bretagna e Svezia. Nel suo rapporto il WEF sottolinea anche i problemi che i paesi emergenti – Cina a parte, 28esima – hanno nel migliorare la loro competitività: la Turchia è 45esima, la Russia 53esima, il Sudafrica 56esimo, il Brasile 57esimo, il Messico 61esimo e l’India 71esima. Per gli economisti del Forum il conflitto che oppone la Russia all’Ucraina potrebbe inoltre avere delle ripercussioni sulla posizione del gigante russo e dei suoi partner.

In Europa la situazione si presenta in chiaro scuro. Progrediscono Irlanda (25esima), Portogallo (36esimo) e Grecia (81esima), mentre ristagnano Francia (23esima), Spagna (35esima) e Italia (49esima). Stando a uno degli autori dello studio, Benat Bilbao, sul vecchio continente si è aperto un nuovo fossato: quello che divide i paesi che hanno avviato delle riforme e quelli che non l’hanno fatto.

Resta quindi estremamente interessante aprire una società in Svizzera.

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