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La Svizzera è la piu’ competitiva al Mondo

La Svizzera è il paese con l’economia più competitiva al mondo, stando all’annuale classifica stilata dal Forum economico mondiale (WEF), che vede la Confederazione occupare per la sesta volta consecutiva il gradino più alto, anche se – affermano gli esperti dell’organizzazione – deve guardarsi dalle “iniziative populiste”. Al secondo posto figura Singapore (invariata rispetto al 2013), mentre terzi sono gli Usa, che scavalcano sia la Finlandia, ora quarta, che la Germania, scivolata in quinta posizione.

Come negli anni precedenti, l’economia elvetica spicca per la trasparenza delle sue istituzioni, per la capacità di innovazione e ricerca nonché per l’eccellente cooperazione fra il settore pubblico e quello privato, spiega l’organizzazione con sede a Cologny (GE). Punti di forza sono anche l’efficacia del mercato del lavoro, il sistema educativo e l’infrastruttura.

Il WEF mette però in guardia sulle difficoltà riscontrate dalle imprese e dagli istituti di ricerca nel trovare personale qualificato: un fattore che per il Forum economico rappresenta una minaccia per la sua futura competitività. Dal 2012 la Svizzera è scesa da 14esimo al 24esimo posto nell’indicatore che misura la disponibilità di ingegneri e altre professioni scientifiche. I dirigenti d’azienda hanno risposto all’inchiesta del WEF segnalando come la penuria di personale qualificato sia il fattore più difficile per fare affari in Svizzera.

“L’accettazione dell’iniziatica sull’immigrazione di massa il 9 febbraio non ha ancora avuto conseguenze sull’economia svizzera: non sappiamo ancora come sarà applicata”, ha precisato all’ats Thierry Geiger, economista presso il WEF. “Comunque la moltiplicazione delle iniziative populiste può mettere in pericolo la capacità della Svizzera di innovare e di attirare talenti. Se si limita l’accesso al mercato del lavoro potrebbe prodursi una mancanza di competenze. Qui c’è una una sfida importante da raccogliere”, ha aggiunto Geiger.

Tornando alla classifica e guardando oltre i confini nazionali va rilevato come al sesto posto si inserisca il Giappone. La top ten è completata da Hong Kong, Olanda, Gran Bretagna e Svezia. Nel suo rapporto il WEF sottolinea anche i problemi che i paesi emergenti – Cina a parte, 28esima – hanno nel migliorare la loro competitività: la Turchia è 45esima, la Russia 53esima, il Sudafrica 56esimo, il Brasile 57esimo, il Messico 61esimo e l’India 71esima. Per gli economisti del Forum il conflitto che oppone la Russia all’Ucraina potrebbe inoltre avere delle ripercussioni sulla posizione del gigante russo e dei suoi partner.

In Europa la situazione si presenta in chiaro scuro. Progrediscono Irlanda (25esima), Portogallo (36esimo) e Grecia (81esima), mentre ristagnano Francia (23esima), Spagna (35esima) e Italia (49esima). Stando a uno degli autori dello studio, Benat Bilbao, sul vecchio continente si è aperto un nuovo fossato: quello che divide i paesi che hanno avviato delle riforme e quelli che non l’hanno fatto.

Resta quindi estremamente interessante aprire una società in Svizzera.

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Ticino mancheranno 3000 alloggi

Ticino e Romandia, mancheranno 3000 alloggi

Nei prossimi 12 mesi l’offerta immobiliare non riuscirà a tener testa all’aumento della popolazione

ZURIGO – Il numero delle nuove abitazioni fabbricate quest’anno in Svizzera dovrebbe, secondo le valutazioni degli esperti dell’UBS, superare quota 50.000 per la prima volta da vent’anni. In tal modo l’offerta immobiliare netta dovrebbe tener testa all’aumento della popolazione a livello nazionale. Però in Ticino e Romandia nel corso dei prossimi dodici mesi mancheranno quasi 3000 alloggi, una cifra equivalente al numero di nuovi appartamenti costruiti in eccesso nella Svizzera tedesca.

Secondo l’Ufficio federale della migrazione (UFM) nel corso del primo semestre sono giunti in Svizzera 40.000 stranieri. Per l’insieme del 2014 gli esperti della grande banca si aspettano una crescita demografica dell’1,1%, ossia di 90.000 persone.

Parallelamente, da gennaio a giugno il numero di permessi di costruzione è calato del 10% e le richieste di autorizzazione dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2013. A partire dal 2015 l’attività edile abitativa dovrebbe quindi rallentare, osserva l’economista Elias Hafner.

Per quest’anno la crescita del parco immobiliare è globalmente in linea con con la progressione demografica, ma le differenze regionali sono consistenti. In gran parte delle zone latine la potenziale richiesta abitativa supera l’offerta di nuovi appartamenti. Solo nei cantoni di Friburgo, Vaud e Ginevra gli esperti dell’UBS valutano la penuria a 2500 alloggi per i prossimi dodici mesi. Carenza ci sarà anche nelle zone di Berna, Winterthur (ZH) e Sargans (SG) nonché in molti comuni turgoviesi, malgrado la progressione della popolazione sia costante da tempo.

La situazione è invece inversa in numerosi comuni dell’altopiano svizzerotedesco, nei cantoni della Svizzera primitiva, in Appenzello e nella zona di Coira.

Secondo gli esperti dell’UBS, le differenza fra offerta e domanda non dovrebbe però comportare grossi effetti di variazione dei prezzi, perché già influenzati da altri fattori (prezzi troppo alti in tendenza al ribasso e attività edilizia più intensa).

Tratto da CdT

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Chi puo aprire una società in Svizzera

Chi puo aprire una società in Svizzera

Partiamo dal presupposto che ogni persona libera può aprire una società in Svizzera.

Per cui, sia persone fisiche che giuridiche, residenti che stranieri, possono in qualsiasi momento decidere di costituire un’impresa, di entrare a far parte di una società già esistente o di trasferirla in Svizzera.

Uno straniero, infatti, per esempio un cittadino italiano che volesse trasferirsi in Svizzera e aprire una società, può farlo liberamente ma vi potrebbero essere delle limitazioni solo se volesse aprire una SA Società anonima, che vedremo più avanti, in quanto la maggior parte dei membri del consiglio deve avere la residenza fiscale in Svizzera stesso problema con la Sagl, per la quale almeno uno degli amministratori deve avere la residenza in Svizzera. In alternativa, sono ammessi cittadini europei con residenza stabile in Svizzera mentre molti stranieri, per arginare il problema del domicilio fiscale, affidano l’incombenza di risiedere nel consiglio di amministrazione che faccia le loro veci a commercialisti, avvocati o a persone di loro fiducia.

Ovviamente, sono inoltre previste limitazioni in base all’oggetto di impresa e alla sua forma che è dettata dal Codice delle Obbligazioni Svizzero COS, che prevede specifiche forme di società distinte tra società di capitale e società di persone.

Quindi cosa e come fare ad aprire una società in Svizzera? Chi vuole aprire una società in Svizzera anche se straniero, gli adempimenti che deve assolvere sono:

  • Scegliere il tipo di attività da intraprendere e il tipo di società da aprire di capitali o persone
  • Nominare un amministratore svizzero, richiesto per legge
  • Redigere lo statuto
  • Aprire conto corrente in Svizzera: il conto corrente bancario in Svizzera si può aprire solo recandosi di persona in banca con la documentazione relativa alla società e muniti di documento di riconoscimento.
  • Iscriversi alla Camera di Commercio Svizzera

Per aprire una società in Svizzera sia che effettui trading che investimenti immobiliari, intermediazioni o servizi di consulenza, attività commerciali di beni o servizi, serve la sua costituzione con un atto formale dal notaio, al fine di redigere lo statuto che definisca esattamente lo scopo, la forma giuridica, l’attività e nel caso di Società di capitali, il versamento del capitale minimo e la divisione del capitale azionario.

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Elettronica e meccanica nel Cantone Ticino

L’elettronica e la meccanica rivestono un ruolo trainante nell’industria ticinese e raggruppano settori ad alta tecnologia tra i più internazionalizzati.
La produzione è molto differenziata e comprende vari comparti manifatturieri: dalla componentistica elettronica alle macchine e apparecchiature elettriche e meccaniche, dalla meccanica di precisione agli strumenti per misurazione, fino all’orologeria.
Oltre a processi produttivi consolidati, molte aziende hanno sviluppato centri di competenza che spaziano dall’ingegnerizzazione all’industrializzazione dei prodotti e si sono focalizzate su prodotti di nicchia ad alto valore aggiunto.
Nell’ultimo decennio l’evoluzione degli addetti ha mostrato un incremento, con uno spostamento dai settori più tradizionali a quelli del secondario avanzato.
Una testimonianza del dinamismo di tali settori è data dal fatto che gran parte del fatturato è esportato in tutti i mercati mondiali. I principali mercati di riferimento sono Germania ed Italia.

DATI DEL SETTORE

Macchine e apparecchiature elettromeccaniche
• Oltre 30 aziende di medie dimensioni e numerose
piccole e micro imprese, che impiegano circa
10’000 dipendenti ed esportano il 70% della
produzione.

Meccanica e metallurgia
• Oltre 40 aziende di medie dimensioni e numerose
piccole e micro imprese, che impiegano circa
7’000 dipendenti ed esportano oltre il 60% della
produzione.

Il settore contribuisce complessivamente a produrre una quotasuperiore al 10% del prodotto interno lordo cantonale.

Economia solida e diversificata

Il Cantone Ticino ha un prodotto interno lordo che si avvicina ai 12 miliardi di euro.

L’ossatura della sua economia è rappresentata soprattutto da piccole e medie imprese. In totale vi sono oltre 163’000 posti di lavoro, su una popolazione totale di circa 325’000 abitanti.
Il 70% della forza lavoro è occupata nel settore terziario, il 28% nel secondario e poco meno del 2% nel primario. Benché i servizi finanziari rappresentino un importante motore di crescita per il Cantone, il Ticino può vantare una dinamica e innovativa realtà manifatturiera.
Le industrie d’esportazione (dalla metalmeccanica, all’elettronica alla chimica-farmaceutica), il comparto della logistica, il settore finanziario ed il turismo sono fattori trainanti dell’economia ticinese che, nel complesso esporta merci per oltre 4 miliardi di euro all’anno, di cui il 70% verso i Paesi dell’Unione europea.
I primi tre mercati sono l’Italia, la Germania e il Nord America.

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Finanze pubbliche sane in Svizzera

Il Consiglio federale ha approvato il bilancio per il 2015 e le prospettive finanziarie fino al 2018. Il Budget della Confederazione dovrebbe rimanere e realizzare perfino eccedenze importanti.

Questo sarà possibile a due condizioni: spese contenute e proventi dalle imprese in crescita.

L’attrattività del sistema fiscale è più importante che mai per la Confederazione. Un’eccedenza di circa 500 milioni di franchi nel 2015 e un’altra molto più elevata, di 2,8 miliardi nel 2018: sono queste le buone notizie annunciate dal Consiglio federale. Le cifre del piano finanziario sono certo relative e possono accadere molte cose in quattro anni. Tuttavia, le prospettive sono buone e il mondo politico può contribuire affinché queste previsioni rallegranti si realizzino.

Misure complementari per rispettare il freno all’indebitamento
Iniziamo dalle spese. Il Consiglio federale intende mettere in atto il programma di consolidamento e di verifica dei compiti che è in sospeso in Parlamento e procedere a tagli supplementari principalmente nel suo girone. Ne risulterebbe un miglioramento di 700 milioni di franchi. Se vi si aggiungono i 310 milioni risparmiati a seguito del mancato acquisto del Gripen, l’importo si attesta a 1 miliardo di franchi. E’ una cifra considerevole, ma anche necessaria, poiché il freno all’indebitamento sfocia per la prima volta da anni in un’eccedenza. Il Parlamento federale ha il dovere di seguire questa linea.

L’eccedenza aumenterà in seguito fortemente. Questa crescita sarà dovuta all’imposta federale diretta, in altre parole all’imposta sugli utili. Quest’ultima cresce costantemente in questi ultimi anni, una dinamica che il Consiglio federale vuole mantenere.

Per poterla garantire anche in futuro, il governo adotterà misure concrete  attraverso la riforma dell’imposizione delle imprese.

E così il cerchio si chiude: dal momento che la Confederazione è la prima beneficiaria, essa ha tutto l’interesse ad investire nell’attrattività della piazza economica.

Nel corso dell’anno ci saranno interessanti novità per le aziende che intendono aprire una società in Svizzera.

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Inaugurata in Canton Ticino la più grande logistica del lusso

Qualità italiana, precisione svizzera: è questo il mix che sta alla base del nuovo centro di Sant’ Antonino, in Canton Ticino (Svizzera) che smista il made in italy (e oltre) in tutto il mondo. 
Luxury Goods International ha infatti inaugurato il 18 giugno 2014, ufficialmente la nuova sede di Sant’Antonino. LGI gestisce la piattaforma distributiva e logistica di una serie di marchi dell’alta moda (Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, McQ, Stella McCartney, Brioni e Tomas Maier) sotto l’egida di un nome che non è un marchio, ma è la vera potenza: la multinazionale francese Kering, che raduna decine di nomi prestigiosi, ed è guidata da quel Francois-Henri Pinault che i giornali di gossip conoscono come il marito di Salma Hayek, ma gli ambienti finanziari conoscono come colui che ha quasi monopolizzato il settore. Un lusso che viene ancora prodotto nelle case madri proprietarie dei vari marchi, come Yves Saint Laurent o Gucci, ma che viene mandato in tutti i negozi del mondo partendo dal Canton Ticino.

La struttura, con 20.000 m2 di superficie e 300.000 m3 di cubatura complessiva, non è solo uno dei fabbricati più grandi del Canton Ticino, ma anche uno dei poli logistici più grandi d’Europa: fino a 19 milioni di pezzi spediti all’anno, 2.300 colli preparati all’ora e spazio per 2 milioni di pezzi a stock

Il nuovo centro logistico di Sant’Antonino ha una vera e propria collezione di certificazioni: ottenute in ambito di Qualità (ISO9001), Ambiente (ISO14001), Sicurezza (OHSAS18001), Responsabilità Sociale (SA8000) oltre alla recente e molto rara certificazione LEED – l’ente di certificazione indipendente più rinomato a livello mondiale – come edificio conforme all’ambiente secondo i parametri stabiliti dalla U.S. Green Building Council. Sant’Antonino è il primo centro logistico nel settore del lusso ad aver ottenuto il livello Platino, il più elevato di questa certificazione.

Informazioni e consigli per aprire una società in Svizzera